Sessione tipo

Prima di tutto

Ci si presenta alla seduta Z-Health avendo già effettuato le opportune indagini mediche per escludere patologie che necessitino interventi chirurgici o cure specifiche.

I medici potrebbero prescrivere farmaci (come antinfiammatori o analgesici), lo specialista Z-Health non interferisce con tali prescrizioni.

Nel tempo si sono presentati assistiti con episodi di mal di testa, mal di schiena (a volte anche d’estate, alla cervicale), dolori articolari, sportivi che volevano migliorare il proprio modo di allenarsi, anziani con difficoltà deambulatorie, manager con la “sindrome da computer” o da “guida al volante”…

Preparazione alla seduta
Tra i nuovi approcci applicativi delle neuroscienze, in Italia Z-Health è uno dei riferimenti più importanti esistenti.

L’appuntamento si può prendere dal web e nell’arco di poche ore uno specialista richiama per scambiare qualche parola: l’assistito vuole accertarsi della serietà e della preparazione lo specialista ha alcuni chiarimenti preliminari da fornire, oltre a ribadire che non è un medico!

Nel mondo oltre 70.000 persone hanno già ricevuto trattamenti di Z-Health nel mondo.

Presentarsi all’appuntamento.

Una volta fissato l’appuntamento, la seduta si tiene presso lo studio privato dello specialista. La seduta è della durata di un’ora circa, a cui presentarsi indossando indumenti comodi.

trattamento dolore

La seduta

Lo studio del professionista è una stanza equipaggiata con alcuni oggetti come i classici tappetini di neoprene, sedie, alla parete le tavole del vision gym, ecc. Nella fase iniziale, lo specialista chiede di raccontare a grandi linee gli episodi della vita dell’assistito in cui erano comparsi i sintomi e di dare alcune informazioni sul suo stato generale.

Insieme si individua un movimento che risulti difficile o che causi dolore. Quel movimento è l’indicatore che dimostrerà o meno l’efficacia della tecnica applicata.

La fase di assessment non finisce mai perché il sistema nervoso reagisce agli stimoli che il professionista Z-Health provoca con gli esercizi e il metodo prevede quindi un re-assessment continuo.

Lo specialista effettua test mirati a valutare la relazione tra vista, movimento e vestibolo. Nulla di invasivo, senza contatto fisico con l’assistito.

A chi si chieda quale strano mistero si nasconda dietro a questa pratica (nuova in Italia), è bene dire che gli esercizi possono sembrare a prima vista persino banali.

I drills sono movimenti specifici che generano stimoli al cervello. Cosa vuole dire? In pratica ad ogni preciso movimento che l’assistito esegue sotto la guida dello specialista si generano precisi segnali nervosi che partono dalla periferia del corpo ed arrivano al cervello dove vengono elaborati. Il cervello recepisce immediatamente gli stimoli che gli si manda attraverso i drills. Il risultato, in molti casi, arriva in breve tempo.

Il dopo seduta

Viene proposto un programma di sedute che servono per perfezionare il lavoro fatto e queste sono davvero importanti, per consolidare e migliorare.

I drills non sono affatto banali e si deve arrivare ad eseguirli con perfezione.

Con il consenso dell’assistito si possono filmare alcuni drills per apprezzare i progressi raggiunti nelle settimane successive.

La precisione non sta nella parte che si muove ma nel “software” che guida quella parte, cioè nel cervello. Questo significa che diventando più bravi si sviluppa l’abilità del cervello di gestire la macchina complessa del corpo e questa è la ragione per la quale anche le prestazioni atletiche migliorano progressivamente.

Naturalmente anche i drills diventano più complessi e dopo un po’ richiedono maggiore “intelligenza” e coordinamento per essere eseguiti ad arte. In particolare lo specialista combina i drills specifici di movimento con altri di tipo visivo e a stressare anche il sistema vestibolare, per verificare che tutte le parti agiscano in armonia tra di loro.

I risultati

Il risultato è molto soddisfacente e la cosa che più conquista di Z-Health è l’acquisizione di consapevolezza del corpo, dei movimenti e della postura. Così si diventa bravi anche a prevenire molti dolori. I muscoli di per sé non sono l’obiettivo, anche se l’allenamento sportivo risulta sempre molto più naturale e si impara come accompagnarlo con i giusti stimoli visuali (cosa che apparirà strana a molti).

Non parliamo mai di risultati “finali” perché abbiamo sperimentato che c’è uno sconfinato margine di miglioramento sapendo su cosa fare leva e quindi, per infrangere nuove barriere e raggiungere nuove mete!